L’ alcol nei cosmetici

L’ alcol nei cosmetici


Gli alcoli sono chimicamente catene di atomi di carbonio legati tra loro e ad atomi di idrogeno, in pratica quelli che chiamiamo alcani, con però un ossidrile OH al posto di un atomo di idrogeno.

- Gli alcoli nei cosmetici
- Alcol etilico
- Denaturare ?
- Il busillis normativo

Alcane con 8 atomi di carbonio, ottano

Alcole con 8 atomi di carbonio, ottanolo

Nell’uso comune l’alcol è per la maggioranza solo l’alcol etilico, alias l’etanolo, con solo 2 atomi di carbonio.
L’alcol etilico è diventato l’alcol per antonomasia visto che è conosciuto da millenni come prodotto della fermentazione del vino.
Curiosamente il nome alcol deriva da un utilizzo cosmetico. L’etimo risale all’arabo al khul, la polvere a base di galena o altri minerali con cui si annerivano le ciglia, sopracciglia e rima palpebrale. Ai primi alchimisti ed in particolare a Paracelso si attribuisce il conio di alcohol vini per definire l’etanolo.

Gli alcoli nei cosmetici

L'alcol etilico sulla pelle evapora in pochi secondi


Il consumatore che cerca nella lista ingredienti di un cosmetico l’INCI alcohol, ne troverà molti che con l’alcol etilico non c’entrano per nulla. Sono gli alcoli grassi. Cioè alcoli emollienti, più o meno emulsionanti, cerosi e solidi in funzione della lunghezza della catena di atomi di carbonio.
Si tratta di :
ARACHIDYL ALCOHOL, BATYL ALCOHOL, BEHENYL ALCOHOL, BRASSICA ALCOHOL, C10-16 ALCOHOLS, C12-13 ALCOHOLS, C12-15 ALCOHOLS, C12-16 ALCOHOLS, C14-15 ALCOHOLS, C9-11 ALCOHOLS, CETEARYL ALCOHOL, CETYL ALCOHOL, LANOLIN ALCOHOL, LAURYL ALCOHOL, MYRISTYL ALCOHOL, STEARYL ALCOHOL, ecc..ecc..
Molto utilizzati dai formulatori per la loro emollienza simile a quella paraffinica con in più un discreto contributo nello stabilizzare e viscosizzare le emulsioni.
Tra gli alcoli “corti”, oltre all’alcol etilico: ALCOHOL, ALCOHOL DENAT. , troverà HEXYL ALCOHOL, ISOPROPYL ALCOHOL, N-BUTYL ALCOHOL, PROPYL ALCOHOL ecc. ecc..Il principale fattore da considerare con questi alcoli “corti” alternativi all’etanolo, nel loro utilizzo cosmetico è che sono meno volatili; sulla pelle tendono ad evaporare, ma meno facilmente.
L’alcohol etilico anche se può denaturare le proteine, irritare, disidratare, compromettere la barriera lipidica, applicato sulla pelle, la gran parte evapora in tempi relativamente brevi. La concentrazione di alcol etilico che si può rilevare nel sangue dopo la sua applicazione topica è irrilevante.
Insomma, anche se l’etanolo potrebbe effettivamente non fare particolarmente bene alla pelle, visto come evapora nei cosmetici che vengono applicati sulla pelle, non può fare più di tanto dei danni.
In letteratura ci sono rari casi di intossicazione acuta conseguente all’applicazione topica di etanolo, ma si riferiscono a neonati con pochi giorni di vita.
Diversa preoccupazione hanno sollevato i colluttori con alte concentrazioni di alcol etilico, che anche se denaturato, quindi non ingeribile, viene a contatto con le mucose orali. L’aumento di acrilamide, il metabolita cancerogeno dell’etanolo, anche se transitorio è significativo. L’eventuale rischio è comunque analogo a quello in cui incorre chi consuma abitualmente superalcolici.

Alcol etilico

Dell’alcol etilico si sa moltissimo, considerando che da millenni l’umanità lo smanetta. Visti gli effetti psicoattivi ed i potenziali danni derivati da un suo eccessivo consumo da molti anni è soggetto a restrizioni. Dopo il proibizionismo, l’approccio legale per limitarne l’abuso si è focalizzato su un sistema di tassazione particolarmente onerosa. L’accise in Italia supera di pochi decimi i 10€ al litro. Si tratta di una tassa anche 10 volte superiore al costo industriale della materia prima che può essere facilmente prodotta dalla fermentazione amidi o zuccheri. È possibile produrre l’etanolo anche idratando l’etano ricavato dal cracking petrolifero.
Gli effetti derivati dall’ingestione di alcol etilico non sono solo quelli psicotropi ed i rischi derivanti quando si viene esposti non sono limitati al suo abuso.
L’etanolo può interferire con varie reazioni biochimiche, è in grado di denaturare le proteine ed è un fattore causale, per lo più attraverso un suo metabolita: l’acetaldeide, di alcuni cancri.
Altri alcoli simili, cioè composti da catene molto corte di atomi di carbonio ( propilico, butilico ) hanno un profilo tossicologico non proprio tranquillizzante, anche se ne è autorizzato un limitato utilizzo alimentare. Mentre un alcole più “corto” dell’etanolo, l’alcol metilico, è soggetto a pesanti restrizioni o proibito sia nel cosmetico che negli alimenti.
La principale funzione cosmetica dell’alcol etilico, come di altri alcoli “corti”, è quella come solvente. In effetti la miscela di acqua e etanolo è uno dei migliori solventi utilizzabili anche per estrarre attivi da fonti vegetali. Lo sa bene chi si prepara in casa il “nocino” o un qualche altro “amaro” alcolico. Agendo come solvente anche sui lipidi cutanei, l’etanolo nel cosmetico può aumentare la permeabilità cutanea, agevolando la penetrazione degli attivi, ma anche dei “c-attivi”, applicati sulla superficie della pelle. Ad alte concentrazioni, l’alcol etilico, come altri alcoli “corti” e l’acetone ha la capacità di disidratare i tessuti biologici. La moda dei cosmetici “green” ha amplificato anche il loro utilizzo con una funzione antimicrobica. Un altra funzione non irrilevante nel cosmetico dipende dalla bassa temperatura a cui l’etanolo evapora. I cosmetici che lo contengono una volta applicati sulla pelle danno una sensazione di fresco notevole. Da notare che alcuni studi in vitro hanno evidenziato la capacità dell’alcol etilico di inibire la biosintesi del collagene nei fibroblasti umani, insomma tutto il contrario del diffuso ed ingannevole claim anti-age che vanta in molti cosmetici di “stimolare il collagene”.

Denaturare ?

L'etanolo si interpone o interferisce con alcuni dei legami che determinano la struttura terziaria, la forma, della proteina

Il verbo “denaturare” ha significati ambigui. Quando si parla di alcol denaturato si intendono cose diverse da quando si dice che “l’alcol denatura le proteine”. Denaturare l’alcol significa aggiungerci sostanze che lo rendono non idoneo all’uso alimentare; denaturare le proteine significa che l’alcol modifica la struttura di una proteina senza modificare la sequenza peptidica. Si tratta della capacità dell’etanolo, e degli altri alcoli “corti”, di interferire e/o sostituirsi al ponti idrogeno che nella proteina determinano la struttura e la forma della proteina. È questa reazione che comporta la capacità degli alcoli corti di coagulare e precipitare le proteine.

L’alcol denaturato, l’alcol isopropilico e gli altri alcoli “corti”, non sono soggetti ad accise, quindi costano molto meno dell’etanolo non denaturato. Soprattutto per questo sono preferiti nella produzione cosmetica. La moda “green” tende a demonizzare l’alcol denaturato rispetto all’alcol non denaturato, per la presenza di agenti denaturanti sintetici, non biologici, non “naturali” o non qualcos’altro che comprometterebbe la vendita nel segmento green. In realtà l’etanolo può essere denaturato in centinaia di modi diversi e alcuni di questi sono riconosciuti dalle autorità fiscali italiane o europee. Ad esempio è possibile denaturare l’etanolo aggiungendo timolo, oppure vari oli essenziali o loro componenti, sostanze vendibili come “green”. La procedura per ottenere l’esenzione dalla accise sull’alcol è abbastanza complessa e soggetta a controlli frequenti e rigorosi.

Il busillis normativo

Da anni l’alcol etilico è considerato pericoloso e nocivo, non solo per gli effetti psicotropi e per i conseguenti incidenti automobilistici.
È considerato tossico se ingerito, inalato, a contatto con la pelle; causa di gravi danni agli occhi e irritazione alla pelle.

GHS05: Corrosive GHS08: Serious Health Hazard GHS07: Health hazard GHS06: Acute Toxicity

Diversi pittogrammi nella etichettatura disposta nella UE segnalano la pericolosità dell'etanolo

Nelle bevande alcoliche è anche classificato cancerogeno 1 dallo IARC. In ambito UE in una riunione del 1997 non si è trovato un accordo per classificarlo tra le sostanze CMR (cancerogene, mutagene, dannose per la riproduzione). Considerando il consumo e l’enorme mercato di bevande alcoliche, la classificazione dell’alcol tra i CMR 1A o 1B avrebbe creato qualche problema anche se la pericolosità di una sostanza non comporta necessariamente sempre un rischio. Ma la discussione è aperta e non si può escludere che nonostante gli enormi interessi del mercato, magari tra molti anni, nella UE non si arrivi ad una classificazione CMR dell’etanolo. Redigendo il regolamento dei cosmetici, sembra che abbiano previsto questa eventualità, infatti hanno scritto :” per quanto riguarda le sostanze classificate come CMR 1A o 1B, dovrebbe sussistere la possibilità, nei casi eccezionali in cui tali sostanze siano conformi ai requisiti relativi alla sicurezza alimentare, anche a causa della loro naturale presenza nei prodotti alimentari e in cui non esistano sostanze alternative adeguate, di impiegarle nei prodotti cosmetici a condizione che tale impiego sia stato ritenuto sicuro dal CSSC.”
Insomma, l’alcol etilico è una sostanza con evidenti profili di rischio ma vista la dimestichezza che abbiamo nel suo utilizzo e consumo sembra molto improbabile che vengano introdotte chiare restrizioni nel suo utilizzo cosmetico, almeno finchè sarà in vigore una tassa che ne decuplica il costo nell’utilizzo alimentare.

Rodolfo Baraldini

Riferimenti:

Fate of ethanol topically applied to skin, R.U Pendlington,E Whittle,J.A Robinson,D Howes, Food and Chemical Toxicology, Elsevier, February 2001

Monografia IARC

Alcohol-Derived Acetaldehyde Exposure in the Oral Cavity  Cancers (Basel). 2018 Jan; 10(1): 20. doi: 10.3390/cancers10010020 PMCID: PMC5789370 Alessia Stornetta, Valeria Guidolin, Silvia Balbo

Ethanol Causes Protein Precipitation—New Safety Issues for Catheter Locking Techniques   Schilcher G, Schlagenhauf A, Schneditz D, et al. Beloin C, ed. PLoS ONE. 2013;8(12):e84869. doi:10.1371/journal.pone.0084869.

Alcohol Metabolism and Cancer Risk.  Seitz HK, Becker P. Alcohol Research & Health. 2007;30(1):38-47.

Hyaluronic acid abrogates ethanol-dependent inhibition of collagen biosynthesis in cultured human fibroblasts.  Donejko M, Przylipiak A, Rysiak E, et al. Drug Design, Development and Therapy. 2015;9:6225-6233. doi:10.2147/DDDT.S91968.

Gazzetta Ufficiale: Impiego di alcole denaturato con denaturanti speciali

Safety evaluation of topical applications of ethanol on the skin and inside the oral cavity.  Lachenmeier DW. Journal of Occupational Medicine and Toxicology (London, England). 2008;3:26. doi:10.1186/1745-6673-3-26.

Salivary acetaldehyde increase due to alcohol-containing mouthwash use: a risk factor for oral cancer

Alteration of skin hydration and its barrier function by vehicle and permeation enhancers: a study using TGA, FTIR, TEWL and drug permeation as markers.

Comparative studies on the effects of water, ethanol and water/ethanol mixtures on chemical partitioning into porcine stratum corneum and silastic membrane.

Enhanced permeation of polar compounds through human epidermis. I. Permeability and membrane structural changes in the presence of short chain alcohols.

Cutaneous barrier perturbation stimulates cytokine production in the epidermis of mice. Wood LC, Jackson SM, Elias PM, Grunfeld C, Feingold KR. Journal of Clinical Investigation. 1992;90(2):482-487.

Ethanol and aloe emodin alter the p53 mutational spectrum in ultraviolet radiation-induced murine skin tumors.

Determination of endogenous ethanol in blood and breath by gas chromatography-mass spectrometry.

Percutaneous ethyl alcohol intoxication in a one-month-old infant.

Effect of rinsing with ethanol-containing mouthrinses on the production of salivary acetaldehyde.
 

Safety assessment for ethanol-based topical antiseptic use by health care workers: Evaluation of developmental toxicity potential.  

Antimicrobial activity of Butyl acetate, Ethyl acetate and Isopropyl alcohol on undesirable microorganisms in cosmetic products.  

TOXNET- HSDB:Ethanol

Final Report of the Safety Assessment of Alcohol Denat., Including SD Alcohol 3-A, SD Alcohol 30, SD Alcohol 39, SD Alcohol 39-B, SD Alcohol 39-C, SD Alcohol 40, SD Alcohol 40-B, and SD Alcohol 40-C, and the Denaturants, Quassin, Brucine Sulfate/Brucine, and Denatonium Benzoate

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1 Commento

  1. Ciao Rodolfo, in effetti l’alcol è molto presente nei cosmetici Green, che dovrebbero essere i migliori per la pelle, no? Io soffro di rosacea e mi pare che l’alcol non vada affatto bene per questa problematica. Quindi anche un ingrediente ‘green’ non è proprio indicato per tutti i tipi di pelle. Quando è che aprirai anche tu un canale su YouTube?

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