4ªparte – Oli vegetali nei capelli

4ªparte – Oli vegetali nei capelli

 

 

Con una di quelle stranezze che rendono la cosmesi una scienza interdisciplinare piena di fatti curiosi si può affermare, semplificando molto, che gli emollienti servono ad idratare la pelle ma a disidratare i capelli.

Più correttamente gli oli tendono ad impermeabilizzare i capelli quindi a ridurne il grado di umidità, visto che, contrariamente alla nostra pelle, nei capelli non c’è diffusione di acqua che esce dal nostro corpo.

Il che è per certi aspetti un bene , visto che il capello “molto umido” è più soggetto a rotture, sfibrarsi, formare doppie punte ecc..

Sempre semplificando molto,  la cosa si spiega adottando al solito la analogia con il legno secco.

Un legno secco bagnandosi assorbe acqua, si gonfia e diventa più tenero.

Allo stesso modo il capello assorbendo acqua vede le terminazioni polari N-H e C=O della keratina formare legami deboli, legami idrogeno, con l’acqua con cui viene a contatto. L’acqua,  crea dei ponti con altre molecole d’acqua o di altre proteine presenti nel capello .

La stessa struttura ad elica della keratina può distendersi per i ponti che legano l’acqua e la interpongono tra una spira e quella successiva.

Molto grossolanamente questo può essere il meccanismo chimico fisico che spiega l’allungarsi e maggiore flessibilità  dei capelli  in presenza di molta umidità.

Ma nel capello , il principali legante , il cemento interfibra , che mantiene “compatti” i capelli ha una natura essenzialmente lipidica-cerosa che esercita forze repulsive, idrofobiche, rispetto alla eventuale acqua che si “infiltra” nel capello. E questo, sempre semplificando tanto, spiega la maggiore probabilità di rottura del capello umido se sottoposto a flessione o trazione.

Da anni si studiano effetti ed azione degli oli sui capelli.

Nella cosmesi per capelli quando si parla di oli normalmente ci si riferisce a siliconi o paraffina. Questo può essere per varie ragioni:

1-  un cosmetico industriale ha notevoli problemi formulativi adottando oli vegetali con una shelf life di 2 anni, quando va bene.

2- paraffine e siliconi possono avere una scorrevolezza e lucentezza maggiore degli oli vegetali.

3- gli oli vegetali nei capelli possono agevolare la diffusione di trattamenti autoprodotti a bassissimo costo, dove non sono richiesti cosmetici di marche più o meno prestigiose.

L’azione degli oli  sui capelli si può classificare in 3 fasi:

Rivestimento - coating : l’olio crea una pellicola sulla superficie del capello . Essendo tendenzialmente idrorepellente impermeabilizza il capello e riduce l’assorbimento di umidità. Inoltre l’olio lubrifica la superficie del capello rendendolo più scorrevole . Il rivestimento oleoso sembra inoltre ridurre i danni indotti dall’eccessivo riscaldamento con il phon. Il rivestimento oltre a creare una barriera idrofoba che riduce la penetrazione dell’umidità nel capello può lubrificare , rendere più scivolosa e lucida , quindi luminosa, la superficie del capello. Un rivestimento troppo spesso però oltre che appesantire il capello può trattenere la polvere presente nell’aria.

Penetrazione : alcuni oli penetrano sotto le scaglie, nella cuticola e parzialmente anche nella corteccia . Rendono più impermeabile e per tempi più lunghi il capello . Inoltre aumentano temporaneamente l’adesività delle scaglie, che lisciando il capello tendono a “compattarsi” e chiudersi.

Essicazione – polimerizzazione: gli oli siccativi polimerizzano e formano componenti polari creando una pellicola flessibile  ma anche un cemento particolarmente resistente che può aumentare la coesione delle diverse fibre e scaglie che compongono il capello.

Prendendo ad esempio il solito legno  la protezione con un olio siccativo come l’olio di lino è da secoli efficace e la resistenza nel tempo del linoleum o dei quadri con colori ad olio ne è ulteriore conferma.

Purtroppo questi oli con concentrazioni significative di acido linolenico C18:3 nel capello non penetrano bene . Si pensa che la scarsa penetrazione di trigliceridi composti da polinsaturi sia dovuta alla conformazione, dove i rami ripiegati su stessi per i doppi legami  creerebbero un ingombro spaziale maggiore. Anche questo fattore mette il comportamento degli oli sui capelli in antitesi con quello sulla pelle. Infatti la minor lunghezza delle ramificazioni oltre che la loro maggiore flessibilità comporta nella pelle una maggiore penetrazione dei polinsaturi rispetto ai saturi.

Vari studi hanno verificato che la penetrazione dell’olio varia sensibilmente in funzione delle dimensioni e conformazione della molecola.

Nel capello penetrano molto, anche il 12% in peso, gli oli composti da acidi grassi saturi medio corti c10-c16 , un po’ meno quelli composti da monoinsaturi lunghi c18:1.

Penetrano molto meno oli composti da acidi grassi polinsaturi lunghi C18:2, C18:3 o alkani lunghi come quelli che compongono la paraffina.

La difficoltà della paraffina nel penetrare il capello è probabilmente dovuta oltre che dalle dimensioni delle molecole , dalla sua natura non polare sostanzialmente diversa da quella delle proteine e lipidi che compongono il capello.

Il rivestimento , come uno strato di pittura, può avere spessori diversi dovuti per lo più dalla viscosità dell’olio, questo fa si che utilizzando oli a temperatura superiore lo spessore del rivestimento possa ridursi, mentre utilizzando oli “viscosi” come l’olio di ricino possa aumentare.

L’ordine di grandezza dello spessore ottenibile con un olio vegetale è dell’ordine dei 500 nm .

Mentre la miscela generalmente utilizzata nella cosmesi industriale , ciclomethicone + dimethiconol, a mala pena raggiunge spessori di 10 nm.

Spessore che poi con gli oli siliconici tende a ridursi lentamente, per l’evaporazione dei ciclomethiconi. Questo spiega la grande differenza nella “pesantezza” del trattamento con oli vegetali rispetto ai prodotti commerciali a base siliconica.

Anche lo spessore del rivestimento in olio vegetale sul capello può ridursi nel tempo grazie alla penetrazione di alcuni oli. Nalla prima penetrazione si può insinuare sotto le scaglie , ma poi in piccola quantità e lentamente penetra anche oltre.

La diffusione di un olio in grado di penetrare il capello è un processo lento ed il rivestimento sulla superficie deve restare in posa a lungo, anche per varie ore.

Solo gli oli siccativi ricchi di acidi grassi polinsaturi, in particolare con 3 doppi legami, possono poi “cementarsi” per autoossidazione. Questo processo puo essere accelerato esponendo i capelli al sole.

Un vantaggio degli oli che riescono a penetrare maggiormente, anche senza considerare la potenziale polimerizzazione, sta nell’allungamento della durata degli effetti del trattamento , la maggiore impermeabilizzazione del capello , oltre che  nella maggiore resistenza agli shampoo successivi.

Il semplice rivestimento, senza alcuna penetrazione ed essicazione è comunque già in grado di migliorare alcuni parametri del capello.

In laboratorio si possono testare:

  1. che attrito oppone una ciocca di capelli al pettine
  2. la perdita di proteine nel lavaggio
  3. quanto si gonfia il capello immergendolo poi in acqua
  4. la probabilità di rotture pettinando
  5. la probabilità di rotture piegando la ciocca ecc.

Il risultato  rilevante per l’utilizzatore finale è una maggiore scorrevolezza oltre che una sensibile riduzione delle rotture e delle doppie punte.

Da notare che i parametri dell’emollienza di un olio sulla pelle, spandibilità e scivolosità, sono rilevanti anche sul capello, visto che la miglior lubrificazione riduce drasticamente la probabilità di rotture e doppie punte dovute al pettine o ad altre sollecitazioni meccaniche. Questo fa si che la lubrificazione prodotta da un olio di paraffina o da alcuni siliconi siano sostanzialmente migliori di quella dovuta a burri vegetali o oli “appiccicosi”.

Lipidi ad alto valore di lubrificazione non sfigurano rispetto alla paraffina, in più hanno il pregio di poter penetrare e quindi di esercitare la loro azione più a lungo.

Oli con saturi medi
40% < C12-C16 < 60%
Buona lubrificazione, buona penetrazione , scarsa polimerizzazione  Cocco, Palma ( oleina), Cuphea
Oli con monoinsaturi > 50% e linoleico > 20% <40% Discreta lubrificazione, discreta penetrazione, scarsa polimerizzazione  Oliva, Argan, Riso, Mandorle, Macadamia, Avocado, Colza alto oleico, Girasole alto oleico ecc.
Oli con alto linoleico >50% Discreta lubrificazione, scarsa penetrazione , discreta polimerizzazione  Girasole, Vinacciolo, Arachidi, Mais , Soia,
Oli con alto linolenico >30% Discreta lubrificazione , scarsa penetrazione, buona polimerizzazione  Lino, Borragine, Canapa, Evening Primrose,

L’efficacia e performance della applicazione di oli sui capelli è fortemente influenzata dalla metodica e dalle condizioni al contorno. Ad esempio la lubrificazione aumenta enormemente se l’olio viene applicato su un capello bagnato così come l’applicazione di oli o burri con alto pour point quindi solidi o semisolidi a temperatura ambiente permette una discreta lubrificazione se vengono pettinati sotto il phon.

Nella scelta del tipo di oli da applicare si devono considerare anche alcune particolarità , cioè oli con acidi grassi non comuni : come l’olio di ricino o l’ olio di macadamia.
Ma anche l’olio di soia con il suo potenziale siccativo, dovuto ad una presenza rilevante di acido linolenico, può rivelarsi un ottimo compromesso, considerando anche il ridotto pesce-olezzo.

METODICA.

Ci sono varie metodiche e sequenze di applicazione.
Prima dello shampoo su capello asciutto.
Dopo lo shampoo su capello umido.
Prima di coricarsi a letto.
Prima di esporsi al sole o prima di fare il bagno in piscina o al mare.
In tutti i casi non si deve sollecitare violentemente i capelli, nessuna frizione o sfregamento con asciugamani, e per pettinarsi si devono utilizzare pettini a denti larghi.
Se l’obbiettivo è sfruttare penetrazione e polimerizzazione degli oli vegetali una volta scelto l’olio o la miscela di oli idonea si deve procedere ad una applicazione su capelli asciutti in ambiente particolarmente caldo -
Se l’obbiettivo è il rivestimento-protezione si può applicare anche su capelli umidi, trattamento preferibile nei casi di capelli secchi e crespi, basta non sollecitare troppo i capelli.
La pratica di applicare l’olio prima dello shampoo comporta che si abbia la capacità di dosare il lavaggio successivo in modo che non vengano completamente rimossi gli oli applicati, cosa che può essere facilitata dalla applicazione di un olio in grado di penetrare varie ore prima dello shampoo.

Ovviamente l’effetto condizionante – protettivo degli oli sui capelli è influenzato dal sistema formulativo.
Si può applicare l’olio tel quel, ma si può anche formulare con emulsionanti , emulsionanti cationici, co-emulsionanti, steroli ecc…
Vista la sostanziale affinità tra le fibre della lana e quelle dei nostri capelli è interessante valutare l’azione condizionante che alcoli ed esteri della lanolina svolgono nei “capelli” delle pecore.

Si fa anche un gran parlare dei potenziali effetti degli oli vegetali sulla crescita del capello, ma queste ricerche si riconducono per lo più a quanto discusso sulla efficacia proliferativa o antiproliferativa di alcuni acidi grassi.
Effetti relativi a quegli acidi grassi che raggiungono attraverso la pelle i tessuti bersaglio nell’alveo pilifero. Nessun effetto del genere è immaginabile né ragionevolmente prevedibile per oli applicati sulle lunghezze dei capelli .

Rodolfo Baraldini

pubblicato 9 aprile 2015
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Riferimenti:

Secondary ion mass spectrometric investigation of penetration of coconut and mineral oils into human hair fibers: Relevance to hair damage 
The effects of lipid penetration and removal from subsurface microcavities and cracks at the human cuticle sheath
Hair Protective Effect of Argan Oil (Argania spinosa Kernel Oil) and Cupuassu Butter (Theobroma grandiflorum Seed Butter) Post Treatment with Hair Dye
Investigation of penetration abilities of various oils into human hair fibers
Brazilian oils and butters- the effect of different fatty acid chain composition on human hair physiochemical properties
Studies on the effects of hair cosmetics on human hair
Effect of mineral oil, sunflower oil, and coconut oil on
prevention of hair damage

FORMULATION AND EVALUATION OF HERBAL HAIR OIL

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33 Commenti

  1. Grazie per i ragguardevoli consigli che offri!
    Ho capelli molto danneggiati da meches e phone vorrei provare la ” ricettina”: olio di ricino + Crema acida +
    Emulsionante anfotero. Questo ultimo elemento non riesco a rintracciarlo, con quale altro nome commerciale
    È in vendita. Grazie

    • il tensioattivo anfotero più comune è la cocamidopropyl betaine

  2. Ciao ho trovato l articolo molto interessante però sono un po’ confusa.. Per proteggerecapelli sottili e aggrediti da sole e tinte che cosa consiglieresti ? Olio di cocco prima dello shampoo su capelli asciutti o umidi?I siliconi prima dell’ asciugatura (tipo cristalli liquidi) o nella maschera per capelli sotto la doccia fanno realmente “male” ? O la chiave sta nella moderazione per non “soffocare” il capello? Attualmente uso shampoo e balsamo bio da un paio di anni ma sto iniziando ad avere qualche dubbio sulla reale utilità di eliminare le sostanze chimiche dai capelli

    • Seguo la regola di non dare consigli ma di condividere opinioni e informazioni che poi permettono a chiunque di decidere consapevolmente.
      Ci sono fattori soggettivi per cui si può preferire l’olio sul capello asciutto o bagnato. Tendenzialmente il capello bagnato è più “debole” ma anche più morbido e scorrevole.
      Se i siliconi fanno realmente male ( ai capelli ? alla salute ? all’ambiente? ) dovresti chiederlo a chi lo afferma. L’obiettivo dei condizionanti è lubrificare il capello ed impermeabilizzarlo rispetto all’acqua, se il problema fosse la permeabilità rispetto ai gas ( come fa pensare il termine “soffocare”) i siliconi sono in genere molto più permeabili all’aria di altri emollienti come gli oli minerali o vegetali, quindi teoricamente “soffocherebbero” di meno.
      Con i cosmetici bio non elimini le sostanze chimiche , anche l’acqua è una sostanza chimica, ma utilizzi cosmetici con una maggiore concentrazione di ingredienti classificati arbitrariamente come bio.

  3. L’olio di cocco frazionato (caprylic/capric triglyceride) può ugualmente penetrare nel capello senza ungerlo? Quel “triglyceride” mi fa pensare che non siano semplici acidi grassi liberi. L’ho comprato perché ho sentito dire che per i capelli ha un effetto siliconico, ma questo vuol semplicemente dire che resta fuori dal capello senza ungerlo troppo? Non ha capacità nutrienti? Grazie in anticipo per la risposta!

    • provo a rispondere ad entrambe sinteticamente:

      - coco-caprylate e caprylic/capric triglyceride sono sostanze diverse . Il coco-caprilate è un estere ceroso a catena corta, al tatto più leggero di quelli che compongono l’olio di jojoba, venduto come sostituto dei siliconi sensorialmente c’è un abisso, ma è in effetti molto più gradevole, meno taccoso, dei normali trigliceridi. caprylic/capric triglyceride sono trigliceridi composti da acidi grassi corti, quindi leggermente solubili in acqua, leggermente irritanti leggermente volatili ecc. di fatto è un olio ottenuto per frazionamento e interesterificazione da altri oli,facile ottenerlo come residuo della produzione di acido laurico. Entrambi ungono il capelli ( significato di “ungere” ? ) ma il coco-caprilate effettivamente lascia un bel tocco , più setoso.

      Non conosco studi comparativi sulla loro penetrazione, ma considerando viscosità e carattere polare del caprylic/capric triglyceride potrebbe penetrare anche più dell’olio di cocco al contrario del coco-caprylste di cui vista la struttura è facile pensare ad una penetrazione analoga alll’olio di vaselina o di jojoba.
      - capacità nutrienti ? il fusto del capello è composto da tessuti morti, abbiamo di nutrirlo la stessa probabilità di nutrire un sasso ungendolo.

      • Dai !! su internet ci sono decine di siti che propongono maschere e prodotti per nutrire i capelli, non saranno tutte bufale.

      • se per questo su internet ci sono anche centinaia di siti sulle scie chimiche. Assurdità, bufale, baggianate non so come definirle, ma il claim “nutre il capello” è sfruttato anche dalla pubblicità di aziende non proprio microscopiche. Sfrutta l’ignoranza e l’illusione ottica, in fondo i capelli li vediamo crescere e non tutti sanno che sono composti da tessuti biologicamente morti che quindi non respirano, non si nutrono ecc. Poi si sconfina nel ridicolo quando cercano di convincere i consumatori e follower che non solo si possono nutrire, ma che alcuni ingredienti o prodotti lo fanno mentre altri no.

  4. Ciao Rodolfo, volevo chiederti quale sia, secondo te, la funzione prevalente del Coco-caprilato (olio di cocco frazionato) sui capelli. Essendo stato privato di alcune parti grasse (che poi credo siano quelle che penetrano) come fa a nutrire il capello? Spero non serva solo a renderlo più pettinabile.
    Inoltre volevo chiederti se mettere insieme un po’ di olio di cocco, od olio di cocco frazionato, con olio di jojoba (10ml in 50 ml circa) possa essere utile in qualche modo, o se è olio di jojoba sprecato…

    Grazie mille!

  5. Mi chiedevo se e come influiscono i residui dei trattamenti precedenti sull’assorbimento degli oli. Ogni volta che mi lavo i capelli (ogni due giorni) metto spray alla cheratina, crema con condizionanti o schiuma e alla fine gel. Tutti questi prodotti (o quello che ne rimane dopo due giorni) possono ridurre i benefici dell’applicazione degli oli in caso di un impacco pre shampoo?

    (E con tutta la roba che ci metto su ‘sti capelli continuo a sembrare una pecora colpita da un fulmine…)

    • Solo tu puoi rispondere.
      Non c’è una regola e basta cambiare procedura di shampoo perché il deposito residuo di condizionanti e polimeri sul capello sia completamente diverso. In certi casi conviene semplificare molto: applicare un solo prodotto con effetto condizionante, ed in questo anche gli oli vegetali fanno bene la loro parte, e farsi lo shampoo, modulando solo la frequenza delle applicazioni.

  6. Se un olio come il ricino sta a contatto con lo scalpo per il tempo necessario ha qualche possibilità di arrivare all’alveo e svolgere l’azione anticaduta/ricrescita tanto decantata?
    Inoltre ho letto che esiste un altro “tipo” di olio di ricino, dove in realtà è il metodo di estrazione che cambia, l’olio di ricino nero (black castor oil), di solito di provenienza giamaicana; su questo vengono decantate proprietà addirittura maggiori del ricino “nostrano”; quanto di vero c’è in tutto questo? :)
    Grazie!!

    • Ho molti dubbi sui cosmetici promossi come etnici – tradizionali ecc.

      http://www.nononsensecosmethic.org/rimedi-e-cosmetici-storici-tradizionali-e-anacronistici/
      l’olio di ricino puro composto prevalentemente da acido ricinoleico è chiarissimo, il colore nero fa semplicemente pensare alla presenza di chissà quali impurità , quando va bene ceneri , carbone di legna ecc..
      Sono solo impurità, sporco.
      Non mi risulta che una qualche azione anticaduta / ricrescita dell’olio di ricino sia stata provata e dimostrata.
      C’è una affinità – somiglianza tra l’acido ricinoleico ed alcune prostaglandine e l’effetto lassativo dell’olio di ricino viene associato ad alcuni recettori di prostaglandine.
      Visto che alcune prostaglandine possono accelerare la crescita dei peli esiste un ragionevole sospetto che qualcosa possa fare, ma nella complessità biochimica di questi fenomeni non è neppure detto che non abbia un effetto antagonista.
      L’alveo pilifero è una via preferenziale di penetrazione ma che raggiunga eventuali tessuti bersaglio è tutto da dimostrare. Fino a quando non ci sarà la prova che effettivamente l’acido ricinoleico modula la crescita, si discute del nulla.

      • Grazie! Sospettavo che la provenienza di questo prodotto da luoghi lontani, e che lo vendessero in pochi, avesse il fascino del rimedio esotico che solo i più furbi conoscono; personalmente ho provato l’olio di ricino sulla cute per un certo periodo, in quanto ebbi una imponente caduta di capelli (non giustificata dalle analisi del sangue), da allora sono migliorati molto ma non penso sia stato merito di quell’olio, ma solo dei capelli che hanno deciso di ricrescere; da allora ho la paura che si possa ripetere il fattaccio e sono molto interessata alle cure naturali per la capigliatura (mi piacerebbe dare ai miei alvei piliferi un “aiutino” senza strafare con farmaci di cui non ho bisogno)
        Ma se non è stata provata scientificamente l’azione del ricinoleico sull’alveo, ci sono studi scientifici su altre sostanze naturali? Il web pullula di rimedi a base di più o meno tutto quello che si può trovare nel frigo di una mamma italiana con 4 figli..

      • Vorrei condividere una opinione e porre una domanda.

        Per molto tempo ho applicato olio di ricino sulle sopracciglia.

        E’ vero che non sono capelli, ma ho notato un notevole miglioramento e sono cresciuti molto piu’ robusti e forti peletti che prima non crescevano, riempendo nuovamente zone vuote causate da una cattiva pulizia delle sopracciglia.

        Secondo lei si tratta di un caso?

        Onestamente non penso, perchè sono rincominciati a crescere piu’ folti proprio nelle zone dove prima non crescevano più.

        Ma se non è dimostrato niente, com’è possibile dire che l’olio di ricino sia il responsabile?

        Possibile sia una coincidenza, anche se ne dubito?

        Cordiali saluti!

      • Nel mio blog è obbligatorio darsi del tu.
        Il principale componente dell’olio di ricino ha una relatva somiglianza con alcune prostaglandine, che effetivamente possono modulare la crescita delle ciglia. Purtroppo non ricordo nessuno studio scientifico a conferma e testimonianze che ho raccolto in passato, che come la tua parlano di effetti sulla crescita, possono solo supportare una nutrita aneddotica sull’olio di ricino. Per rispondere alla tua domanda: potrebbe non essere un caso e potrebbe esserci un razionale che lo spiega, ma al momento non c’è alcuna prova scientifica.

  7. Buona sera Riccardo, complimenti per il suo interessantissimo articolo è in generale per il suo Blog. Vorrei fare alcune osservazioni sulla base della mia esperienza a contributo per l’interessante discussione. Da molti anni ormai curo i miei delicati e problematici capelli con metodi il più possibile naturali, olio e ingredienti “alimentari” compresi. Per quanto riguarda gli oli ho verificato la loro utilità, ma solo se poso su capelli inumidito con uno spruzzino, e con tempi di posa lunghi, es. Notte intera. Su capelli asciutti ho riscontrato secchezza, e difficoltà di risciacquo. E’ come se l’effetto ottimale l’avessi con il sequestro nel capello di una quota umida da parte dell’olio, perché da solo su di me li inaridisce. Quindi sotto questo aspetto la mia esperienza differisce dal suo scritto. Per quanto riguarda il tipo di olio posso testimoniare che uno dei migliori è il ricino: difficile da posare, ma assorbito letteralmente dal capello, al punto che dopo un paio di ore diventano morbidissimi e poco unti, quasi con un effetto gel-styling. In estate in spiaggia uso abitualmente un mix di olio home made (cocco alimentare, girasole alimentare, riso alimentare, argan nell’ordine decrescente), posato su capelli inumidito con acqua di mare, lavato via solo con balsamo a giorni alterni e altro che danni da sole e mare, torno con una testa da rivista, e senza che l’henne che uso abitualmente sbiadisca o viri minimamente di colore. Risultato mai raggiunto, che dico, anche solo imitato con qualsivoglia prodotto cosmetico “protettivo mare” acquistato in precedenza, e ne avevo provati diversi.
    Saluti

    Ps: ha già trattato il tema dell’henne? Sarei curiosa di leggere un suo parere sulle erbe naturali tintorie, Lawson indico cassia ecc., sulle loro proprietà estetico curative. Grazie anticipatamente!

    • Grazie per la testimonianza.
      Nel mio blog è obbligatorio darsi del tu, anche se ti rivolgi a Riccardo.:)
      Ci si deve mettere d’accordo sul significato delle parole.

      Solo gli oli siccativi seccano :)

      Ne ho parlato tempo fa.
      http://www.nononsensecosmethic.org/oli-e-pelle/
      La piacevolezza della applicazione degli oli su capello umido è dovuta alla molto maggiore lubrificazione, che produce indirettamente anche un minor spessore del film di olio che si deposita.

      Per intendersi l’acqua saponata è molto più scivolosa del sapone..
      L’adesività superficiale dell’olio vegetale, che è poi una delle ragioni per cui è efficace sul capello, produce sensazione di pesantezza ed appiccicosità.
      Per questo l’applicazione su capello umido ha un suo razionale, tanto poi comunque l’acqua evapora.
      Anche per questo l’industria predilige oli e gomme siliconiche molto leggere che formano un film più sottile e scorrevole.
      E’ ampiamente dimostrato che il capello bagnato è molto più soggetto a lesioni e danni che poi alla lunga possono portare a fratture e doppie punte.

      • Scuuusa, ho scritto tardi e morta di sonno, ho letto Rodolfo e scritto Riccardo, mea culpa! Eh! Eh!

        Ho letto i tuoi articoli sugli olii siccativi, spiego meglio cosa intendo. I miei primi esperimenti oleosi sono stati con un olio di lino “commerciale” che posavo a secco, in grande quantità e con un pettinone a denti larghissimi che ancora uso oggi (quindi la modalità di posa è circa la stessa di oggi) e per molto tempo. A distanza di tempo mi sono trovata la testa “a scopettone”, sembravo Maga Magò :) … capelli aridissimi, opachi e spenti, schiariti molto sulle lunghezze (sui miei capelli è sempre stato un segno di degrado) altro che beneficio!
        Non so se si intende questo per potenziale siccativo, diciamo che questo è l’effetto riscontrato sulla mia testa.

        Se il capello è umido ( non fradicio, o diventa ingestibile da mettere, solo vaporizzato con acqua), mi cambia tutto. Come se l’acqua “facesse strada” all’olio.

        Ho notato invece differenza tra olii e olii, abbastanza corrispondente alla tabella che hai indicato.
        Cocco e ricino hanno su di me un comportamento simile, veramente ottimo, l’olivo mi è pesantissimo e devo talmente strapazzarmi per lavarlo via che evito, il girasole è forse il più leggero per impacchi al volo (e lo uso anche per oleoliti).
        La soia devo ancora provarlo, ma se è siccativo mi sa che lo taglierò con altri olii, non vorrei ritrovarmi di nuovo una strega, mentre intendo riprovare il lino, ma questa volta lo compro alimentare.

        Per quanto riguarda gli olii sulla pelle, il mix estivo che ti ho descritto in realtà lo uso anche come doposole a fine giornata di mare, e la pelle mi si decongestiona e recupera a tempo record (e per me non è poco, sono bianchissima e arrosso come un’aragosta!). La pelle se lo beve proprio (forse perchè da quello che ho letto uso olii sia penetranti che non).

        Grazie mille per la tua risposta, sei stato gentilissimo.

        PS: Cercando ho trovato da sola gli articoli sull’hennè, che uso con soddisfazione da alcuni anni. Cerco di leggerli con calma (non sono del settore, e un po’ di cose mi sono ostiche), ed eventualmente faccio qualche domanda a seguito di tali pezzi…Ciao!

      • Ti ringrazio di nuovo per la testimonianza, è sempre bello avere verifiche sperimentali di ciò di cui si discute.
        Sull’effetto scopettone con l’olio di lino puro confermo e rilancio, uno dei problemi dell’oliazione o champi dei capelli è proprio il sovracondizionare i capelli. Gli oli siccativi possono arrivare ad ingrossare ed irrigidire notevolmente la struttura del capello. Per questo la componente siccativa ( acido linolenico ) la terrei comunque sotto al 15%, ragione per cui l’olio di soia ha di suo una distribuzione lipidica che non è poi così male.
        Altro fattore lo spessore del film di olio che si deposita . Troppo appesantisce e rende appiccicoso il capello. Per questo oli poco viscosi o applicati intiepiditi e accorgimenti simili possono dare soddisfazioni. La penetrazione degli oli tra pelle e capelli ha delle differenze da considerare, così come il fatto che la pelle non è un tessuto biologicamente morto .

      • Ahh ok, quindi sui miei capelli fragilini il lino era fin troppo strong se usato da solo e me li ha “imbalsamati”, mentre con i mix coniugo le diverse proprietà e ho un effetto più equilibrato. Perfetto, prendo nota! :) !
        Nel mix “mare” di solito metto (a spanne, pesato su bilancia da cucina) 50% cocco, poi girasole un 30%, riso 10% e argan 10%, ottenendo un effetto bilanciato.
        Quest’anno evito l’argan e rivedo l’insieme mettendo un 15% di soia.
        In spiaggia non mi preoccupo tanto dello spessore del film, abbondo perchè poi i bagni in mare qualcosa portano via, e di solito la confezione è intiepidita dal sole (così come il mio testone).
        Più che altro il tuo suggerimento sulla soia mi sta facendo venire un’idea per i miei impacchi domestici quando uso preferibilmente ricino su capello umido (ma con qualche effettivo problema con la viscosità nella posa). Provo magari a fare un mix 70% ricino, 15% cocco e 15% soia, ma provando a posare su asciutto, e vedo come va.
        E nel caso ti faccio sapere! :) !
        Ancora alcune cosette, visto che sei così gentile ne approfitto.. :) )… io ho sempre un po’ di remore a scaldare gli olii perchè temo di alterarne le proprietà, non è che a scaldarli ogni volta li rovino? Per quello il ricino non lo scaldo mai e piuttosto fatico a posarlo..
        Infine questo discorso sull’efficacia degli olii sui capelli vale anche per i burri? Vorrei acquistare del karitè puro principalmente per il corpo, essendo un burro ha anche una componente acquosa, devo aspettarmi che sia meno efficace?

        Sull’uso sulla pelle… beh, l’ho provato per comodità/pigrizia, essendo la prima cosa che avevo per le mani.. :) )… ed è stato una sorpresa.
        Ho sempre comprato un doposole, senza particolari benefici, invece con l’olio mi sono trovata proprio bene. Non so il perchè ma funzia! :) !
        Quest’anno appunto volevo portarmi anche del karitè.

        Ciao e grazie!

    • Ciao Capellina, il tuo intervento è molto interessante, anche per quanto riguarda le modalità di lavaggio dei capelli al mare. A tal proposito avrei una domanda: nei giorni in cui non lavi i capelli con il balsamo come procedi? Sciacqui i capelli con acqua dolce la sera o adotti qualche altra “tecnica”? Grazie per avere condiviso il tuo metodo.

      • Ciao!
        Per “balsamo a giorni alterni” intendevo che un giorno li sciampo con il balsamo e un giorno con lo shampoo vero e proprio, o addirittura un mix di shampoo e balsamo diluiti in un contenitore da shampoo riciclato. Quando non evito proprio lo shampoo e lavo con un detergente intimo diluito (eventualmente aggiunto di balsamo anche lui, come mi gira al momento..).. :) )… con cui mi trovo anche meglio dello shampoo.
        Rigorosamente una sola passata, e se restano untini me ne frego: io ho i capelli lunghi e posso raccoglierli o intrecciarli per recuperare un buon esito estetico senza bisogno di sgrassarli.
        Alterno balsamo e lavaggio vero e proprio giusto per sgrassare un po’ meglio il cuoio capelluto, e consentirgli di “respirare” al meglio senza agenti filmanti per una notte almeno. Anche la pelle vuole la sua parte. Poi la mattina dopo al mare giù di altro olio e da capo.
        Con questo metodo ogni anno torno da 15 giorni di mare in cui non mi risparmio niente tra sole, sale, vento, acqua, ecc. con capelli molto più belli di quando sono partita. Morbidissimi e lucidissimi.

  8. Scusi, ma quindi applicare uno spray con acqua e olio non fa altro che aumentare la perdita di proteine del capello? lo uso solitamente dopo l’asciugatura con phon per rendere più morbide le punte o prima della piastra…
    Mi scusi, ma ho molta confusione riguardo l’uso degli oli su capelli asciutti o umidi…l’importanza di idratare i capelli e quant’altro…

    • Nel mio blog è obbligatorio darsi del tu. :)
      Se capisco la sequenza, phon, spray acqua e olio, piastra , qualche dubbio sui potenziali danni ai capelli non può non venire. La piastra danneggia facilmente i capelli. Se troppo umidi, con piastra troppo calda o troppo a lungo , puoi bollirli e un po di olio non può proteggerli. La stessa asciugatura con phon , se tieni il phon troppo vicino può indurre la perdita di proteine….ci sono molte variabili e si deve vedere capelli e procedure .

      Io ne parlerei con un professionista, un bravo parrucchiere che riesca a valutare come sono oggi i tuoi capelli e quale procedura adottare.

      • ho diverse doppie punte, ma questo è a causa di anni anni anni e ancora anni di piastra a 200°. Da quando ho iniziato a cambiare prodotti e diciamo passare all’ecobio, ho trovato molti miglioramenti. Tant’è che ora i miei capelli sono tornati lisci come un tempo e riesco a gestirli anche senza piastra. Però per quelle poche volte che la uso, applico uno spray formato da una piccola dose di crema e olio ( leggendo su internet, ho trovato molte discussione sui prodotti termo-protettivi, che in sostanza di protettivo a quelle temperature non esiste niente. Però è importante reidratare il capello e una ragazza parlava di uno spray fatto con acqua e crema viso olio leggero…così ho voluto provare) Io di fatto mi sto trovando bene, anche se non sono un’esperta e non so se sia corretto quanto faccio, però trovo che i capelli anche in caso di pioggia e forte umidità, stanno in ordine e non diventano più gonfi o arruffati. Leggendo però talmente tanti pareri diversi sull’utilizzo degli oli sui capelli asciutti, bagnati o umidi, mi è venuto questo dubbio: se utilizzando regolarmente questo spray, non vado a fare altro che rovinarli – oltre all’asciugatura con phon e qualche volta l’utilizzo di piastra- in quanto andrei a mettere sui capelli inumiditi una piccola quantità di olio. Non mi è ancora chiaro se sia una procedura sbagliata o meno, utilizzare l’olio sui capelli umidi. Ho letto talmente tante teorie diverse che mi hanno creato solo una gran confusione. Chiedo scusa per la perdita di tempo

      • Se non si è capito , sono favorevole agli oli vegetali, meglio se penetranti, nei capelli. Se posso aggiungere qualche idea formulativa: l’applicazione di creme acide con emulsionanti anfoteri da il miglior effetto condizionante e protettivo.
        Sto rivedendo un articolo sui capelli lunghi e lunghissimi, quando lo pubblico una tua opinione è graditissima. Il principale limite di questi trattamenti con oli vegetali è nella pesantezza ed eventuale appiccicosità del capello (che potrebbe trattenere anche più sporco ) . Per questo il dosaggio degli shampoo è importante.

  9. Cosa pensi dell’olio sulle unghie allo scopo di rinforzarle?

    • bell’argomento da approfondire, sono poco informato in merito. Una ventina di anni fa dirigevo una azienda che faceva anche strumentazione elettromedicale per misure dermatologiche e nelle ricerche per misurare la TOWL emerse che non c’erano dati significativi , cioè è evidente e misurabile un flusso attraverso l’unghia ma è difficile individuare un nesso tra questo flusso e conseguentemente l’idratazione dell’unghia e la sua “salute”. In ogni caso ricercatori esperti in unghie consigliano di idratarle , unghia e cuticole, applicando emollienti, anche molto frequentemente in caso di fragilità. Forse non c’è un vero razionale , idratandole più che rinforzarle le si ammorbidisce, ma in caso di fragilità, dovrebbe funzionare.

  10. Articolo interessantissimo ed estremamente completo. Vorrei comunque farle una domanda per fare chiarezza sui miei dubbi.
    Secondo il Dott. Fabrizio Zago, non sarebbe opportuno applicare olii sui capelli asciutti in quanto, seguendo i principi della regola empirica “il simile scioglie il simile” qualunque olio penetri all’interno del capello, comprometterebbe la naturale composizione lipidica del capello stesso. Consiglia quindi di applicare gli olii sempre a capello umido per evitarne la penetrazione. Cosa ne pensa a riguardo? grazie

    • Non penso nulla delle opinioni personali di altri che mi vengono riferite, sia perché ognuno è libero di credere in ciò che vuole, sia perché nel relata refero non si sa mai quanto ciò che viene riferito è conforme con ciò che è stato detto.
      I riferimenti scientifici linkati in fondo all’articolo, ma ce ne sono tanti altri, fanno riferimento ai danni che arreca la troppa umidità al capello, constatando come il rigonfiamento del capello impregnato d’acqua è la principale sollecitazione che produce perdita di proteine e a volte rotture del manto squamoso, cuticola. Per questo il razionale si riconduce alla “impermeabilizzazione” del capello.
      Il grande indiscusso vantaggio di alcuni oli vegetali, rispetto alla paraffina è che penetrando facilmente garantiscono una impermeabilizzazione più efficiente e duratura. Gli oli vegetali, come i siliconi possono essere applicati anche sul capello bagnato in quanto la permeabilità al vapore di oli vegetali e dimethiconol sono analoghe, in sostanza l’acqua che ha penetrato il capello, comunque riscaldandolo o in ambiente meno umido tende ad uscire, solo che lo fa più lentamente. Questo comporta che un olio vegetale in grado di penetrare il capello, comunque lo penetrerà anche se applicato su capello bagnato a mano a mano che l’acqua all’interno del capello se ne va. Diciamo che è solo una questione di flussi e di tempo di “asciugatura”.. La ragione per cui l’applicazione dell’olio vegetale può essere fatta anche su capello bagnato è legata al fatto che la lubrificazione superficiale in questo caso è molto migliore pertanto il numero di rotture e la perdita di proteine nel test col pettine cala rispetto al capello bagnato senza olio. Per questo ho specificato che in ogni caso si devono usare pettini a denti larghi e nel caso di olio su capelli bagnati si deve procedere con maggior prudenza e con asciugatura senza sollecitazioni meccaniche.
      Se c’è un qualche paper scientifico che al contrario di quelli che ho linkato dimostra che un olio vegetale che penetra il capello ne compromette l’integrità sarò felice di studiarlo….Sto ancora aspettando i riferimenti scientifici della bufala sul rivestimento in silicone che farebbe scoppiare i capelli.

  11. Articolo interessantissimo, come sempre. Ora, da ignorante in materia, saprebbe dirmi se è vero che non tutti i capelli reagiscono allo stesso modo agli olii? Mi spiego, i miei capelli sono ricci ma piuttosto sottili, pensavo che degli impacchi con olii potessero essergli benefici, ma spesso più che altro mi restano estremamente “svolazzanti” e bruttini insomma (applicazioni sempre a capello bagnato). Reagiscono bene alle creme – una buona crema corpo senza siliconi, sempre a capello bagnato, li rimette al mondo. Leggevo che potrebbe essere questione di porosità del capello.. Sarà vero? La ringrazio molto per l’attenzione e, in generale, per la chiarezza che i suoi articoli aiutano a fare :)

    • Penso che la risposta alla applicazione di oli possa variare in funzione di vari fattori. Nel caso dei capelli ricci c’è poi il fattore umidità che può accentuare la curvatura dei ricci e visto che l’olio se applicato a capello bagnato trattiene l’umidità nel capello non escludo che questo sia un fattore “svolazzante”. Proverei l’applicazione di un olio penetrante non su capelli bagnati…..
      Più il capello è poroso o danneggiato da trattamenti ( colorazioni, permanenti ecc… ) più si possono vedere i benefici della applicazione di un olio.

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