3ªparte – Oli vegetali nella cosmesi: la frazione insaponificabile

3ªparte – Oli vegetali nella cosmesi: la frazione insaponificabile

 

Gli insaponificabili di alcuni oli piacciono molto e li si ritrova spesso nella formulazione di vari cosmetici. Piace il nome, danno l’idea di essere ingredienti “naturali”, bioattivi, funzionali. Piace il contributo sensoriale che danno alle formulazioni, ma ben pochi sanno effettivamente da cosa sono composti e se effettivamente “fanno” qualcosa.

L’emollienza e la funzionalità cosmetica degli oli vegetali dipendono per lo più dalla distribuzione dei trigliceridi.
E’ evidente che oli con analoga distribuzione degli acidi grassi hanno fondamentalmente analoghi comportamenti indipendentemente dai nomi convenzionali o esotici che hanno.
Oggi che coltivazioni mutate di colza, cartamo o girasole possono fornire oli con una distribuzione di acidi grassi simile a quella dell’olio di oliva o dell’olio di argan, il consumatore dall’etichetta può essere facilmente fuorviato. Senza contare il fenomeno della diffusa adulterazione di oli costosi con oli più o meno simili di basso costo. Alcune indagini hanno individuato che la percentuale di oli adulterati su alcuni mercati è molto alta.

Quando un olio può essere venduto al doppio del suo prezzo tipico cambiando solo l’etichetta, con una minima probabilità di essere scoperti,  la tentazione è enorme.
Oltre ai gliceridi negli oli ci sono componenti minori, I FOSFOLIPIDI e la cosiddetta frazione insaponificabile che possono differire notevolmente a seconda della origine . I fosfolipidi non sono propriamente saponificabili, ma la loro idrolisi alcalina può essere considerata una saponificazione e nei normali processi di raffinazione vengono rimossi nella fase di degumming
Oltre a tornare utili per scoprire analiticamente eventuali adulterazioni queste componenti minori possono avere una specifica funzionalità cosmetica, oltre che a livello nutrizionale .
La possibilità di reagire biochimicamente rende la frazione insaponificabile degli oli vegetali un potenziale attivo cosmetico.
Si tratta , per lo più, di:
CLOROFILLA,
IDROCARBURI, che io preferisco sempre chiamare idrocarboni, come i Caroteni e lo Squalene, ma si possono rintracciare anche ALKANI lineari e ramificati ( quanto di più simile alle paraffine e isoparaffine) e tracce di policiclici aromatici.
STEROLI e loro esteri.
TOCOLI in particolare tocoferoli e tocotrienoli.
ALCOLI TRITERPENICI.

Sono presenti in quantità minore anche alcoli alifatici e phenoli

Tutti questi componenti degli oli si considerano componenti minori, sia perché ce ne è molto meno dei gliceridi, sia perché nella maggioranza dei processi di estrazione e raffinazione vengono ulteriormente ridotti.
Degommazione , deceraggio, decolorazione e deodorazione (degumming , dewaxing , bleaching, deodorizing) sono processi nella raffinazione degli oli vegetali che tipicamente rimuovono gran parte delle componenti minori dagli oli.

Sono processi necessari anche in oli “biologici” dove non è consentita la raffinazione acido-alcalina.
Gli oli vergini non necessariamente contengono una frazione insaponificabile maggiore degli oli estratti con solvente.

Pochissimi oli, come quello di oliva, possono essere utilizzati nella cosmesi o nella alimentazione umana senza aver prima subito processi di raffinazione o lavorazione che ne modifichino la composizione oltre che alcune caratteristiche chimico fisiche. Per intendersi su cosa si intende per raffinazione di un olio vegetale si deve considerare che un olio o burro perfettamente raffinato è praticamente inodore ed incolore.
In rari casi , avocado e karitè, a seconda della pianta da cui sono ricavati e del processo di raffinazione la frazione insaponificabile può arrivare a superare il 9% . Ma oli prodotti dalla stessa pianta possono avere quantità e composizione della frazione insaponificabile notevolmente diversa . Dipende dai cultivar, dalle condizioni ambientali e da tanti altri fattori.
Gli oli non raffinati, che contengono integralmente la “loro” frazione insaponificabile,  possono essere difficili da utilizzare nella cosmesi; hanno colorazioni pesanti , odori sgradevoli, bassa stabilità ecc.

Pochi oli alimentari sul mercato ( riso con un 1,5% tipico di oryzanol e mais ) possono avere una frazione insaponificabile relativa alta, > di 20 g/kg ( > 0,2% ) .

Alcuni di questi componenti minori degli oli sono dei buoni cromofori, in pratica colorano l’olio e anche ad occhio si può comprendere se sono presenti nell’olio in quantità significative.

OLI o BURRI ROSSI/GIALLI:

la colorazione prima gialla poi arancio , infine rosso intensa di molti oli è dovuta alla concentrazione di carotenoidi.
Normalmente sul mercato non sono reperibili oli o burri non decolorati. Durante alcuni processi di raffinazione gran parte dei carotenoidi vengono rimossi.

Visto che alcuni carotenidi sono precursori della vitamina A e possono svolgere una qualche azione anti-ossidante oggi si possono trovare oli crudi di un bel colore rosso rubino o raffinati e deodorati ma comunque di un bel colore rosso o arancio per il contenuto di carotenoidi sopra i 400 ppm .
Con il brand CAROTINO vengono commercializzate oleine e superoleine del olio di palma, ricche di carotenoidi

Possono essere oli crudi che hanno subito processi di raffinazione parziale o oli completamente raffinati dove i carotenoidi vengono riaggiunti .

Si tratta di olio o burro rosso di palma , Elaeis Guinensis, olio o burro rosso di cocco , Cocos Nucifera  , olio di annatto, Bixa Orellana , ed olio di buriti, Mauritia Flexuosa, che oltre ad aver un nome che ingolosisce markettari e pubblicitari è anche quella che senza bisogno di frazionamenti fornisce l’olio rosso più ricco di acido oleico.
Il formulatore cosmetico li può adottare per apportare carotenoidi e quindi colore al cosmetico scegliendone uno anzichè l’altro in funzione della distribuzione lipidica che gli può servire.

OLI VERDI

Il cromoforo verde è la clorofilla. Anche la clorofilla può agire come antiossidante, ma la sua azione è minima. Poi esponendo un olio ricco di clorofilla alla luce si possono innescare reazioni pro-ossidanti. Quindi come cromoforo non è particolarmente utile e l’industria olearia in genere lo considera un indicatore della bassa qualità degli oli crudi.

Sia crudo che con parziale raffinazione può essere di un bel verde acceso anche l’olio di avocado, Persea Gratissima.
La clorofilla nell’olio di avocado può passare dai 60 ppm della sua forma non raffinata ai 0,5 ppm della forma raffinata.

Si trova “naturalmente” in vari oli. Nell’olio di oliva può essere presente più o meno clorofilla in funzione del cultivar , del periodo di raccolta e di altri fattori. Visto che il colore verde da erroneamente al consumatore l’idea che l’olio sia di qualità, raccontano che nei vecchi frantoi quando nella raccolta di olive verdi proprio non ce ne erano veniva aggiunto fogliame sotto le macine per accentuare la colorazione verde.

SQUALENE

Si tratta dell’insaponificabile vegetale più dermoaffine. Lo squalene è un idrocarbone triterpenico rilevante fra lipidi cutanei dell’uomo.

Oli Contenuto Squalene (mg/kg)
Oliva 1360–7080
Mais 190–360
Cotone 40–120
Arachidi 130–490
Soya 70–170
Girasole 80–190
Sesamo 30
Colza 280
Riso 400-3320
Vinacciolo 70
Mandorle 210
Cocco 20
Lino 40
Zucca 400-3529
Lo squalene si trova tra gli insaponificabili di vari oli e ne rappresenta una quota importante .Nell’olio di oliva, riso , zucca può superare lo 0,3%, nell’olio di amaranto può raggiungere e superare il 4%.Alcuni insaponificabili in commercio , a seconda di come sono frazionati ed estratti o distillati, possono contenere oltre il 30% di squalene.La comune raffinazione alcalina ne abbatte notevolmente il tenore pertanto se ne trova di più in oli non raffinati come l’olio extravergine di oliva o raffinati con procedure che ne preservino parte della frazione insaponificabile, come alcuni oli di riso o oli di zucca estratti con solvente.

Fonte: The Chemistry of oils and Fats – Gunstone ed altri-

Lo squalene , con i suoi legami insaturi, è soggetto ad ossidarsi. Si ipotizza una sua funzione quencer verso l’ossigeno singoletto. Nella pratica formulativa non è un buon antiossidante anche se è possibile una sinergia con altri sistemi antiossidanti.

Non gode di buona fama. Tra le tante bufale che circolano tra chi soffre di “ ingredient tunnel vision” , la campagna contro i vaccini ha scelto lo squalene come obiettivo presentandolo come un terribile rischio per la salute.

STEROLI

Il colesterolo rappresenta circa il 30% dei lipidi cutanei. Anche se i percorsi biochimici per la sua formazione attraverso lo squalene sono simili tra uomini e piante , negli oli vegetali non si può trovare colesterolo , ma diversi steroli, stanoli ed esteri di steroli.
Sono una componente importante della frazione insaponificabile.

Arachide Cocco Cotone Vinacciolo Granoturco Colza Riso
Cholesterol ND-3.8 ND-3.0 0.7-2.3 ND-0.5 0.2-0.6 ND-1.3 ND-0.5
Brassicasterol ND-0.2 ND-0.3 0.1-0.3 ND-0.2 ND-0.2 5.0-13.0 ND-0.3
Campesterol 12.0-19.8 6.0-11.2 6.4-14.5 7.5-14.0 16.0-24.1 24.7-38.6 11.0-35.0
Stigmasterol 5.4-13.2 11.4-15.6 2.1-6.8 7.5-12.0 4.3-8.0 0.2-1.0 6.0-40.0
Beta-sitosterol 47.4-69.0 32.6-50.7 76.0-87.1 64.0-70.0 54.8-66.6 45.1-57.9 25.0-67.0
Delta-5-avenasterol 5.0-18.8 20.0-40.7 1.8-7.3 1.0-3.5 1.5-8.2 2.5-6.6 ND-9.9
Delta-7-stigmastenol ND-5.1 ND-3.0 ND-1.4 0.5-3.5 0.2-4.2 ND-1.3 ND-14.1
Delta-7-avenasterol ND-5.5 ND-3.0 0.8-3.3 0.5-1.5 0.3-2.7 ND-0.8 ND-4.4
Altri ND-1.4 ND-3.6 ND-1.5 ND-5.1 ND-2.4 ND-4.2 7.5-12.8
Totale Steroli mg/kg 900-2900 400-1200 2700-6400 2000-7000 7000-22100 4500-11300 10500-31000
Palma Stearina Palma Superoleina Palma Palma Oleina Palmistro Palmistro Oleina Palmistro Stearina
Cholesterol 2.5-5.0 2.0-3.5 2.6-6.7 2.6-7.0 0.6-3.7 1.5-1.9 1.4-1.7
Brassicasterol ND ND ND ND ND-0.8 ND-0.2 ND-2.2
Campesterol 15.0-26.0 22.0-26.0 18.7-27.5 12.5-39.0 8.4-12.7 7.9-9.1 8.2-9.7
Stigmasterol 9.0-15.0 18.2-20.0 8.5-13.9 7.0-18.9 12.0-16.6 13.4-14.7 14.1-15.0
Beta-sitosterol 50.0-60.0 55.0-70.0 50.2-62.1 45.0-71.0 62.6-73.1 67.1-69.2 67.0-70.0
Delta-5-avenasterol ND-3.0 0-1.0 ND-2.8 ND-3.0 1.4-9.0 3.3-4.6 3.3-4.1
Delta-7-stigmastenol ND-3.0 0-0.3 0.2-2.4 ND-3.0 ND-2.1 ND-0.6 ND-0.3
Delta-7-avenasterol ND-3.0 0-0.3 ND-5.1 ND-6.0 ND-1.4 ND-0.5 ND-0.3
Altri ND-5.0 0-2.0 ND ND-10.4 ND-2.7 2.9-3.7 1.0-3.0
Totale Steroli mg/kg 250-500 100 300-700 270-800 700-1400 816-1339 775-1086
Girasole Girasole Oleina Girasole media oleina Sesamo Cartamo Cartamo Oleina Soya


Cholesterol ND-0.7 ND-0.5 0.1-0.2 0.1-0.5 ND-0.7 ND-0.5 0.2-1.4
Brassicasterol ND-0.2 ND-0.3 ND-0.1 0.1-0.2 ND-0.4 ND-2.2 ND-0.3
Campesterol 6.5-13.0 5.0-13.0 9.1-9.6 10.1-20.0 9.2-13.3 8.9-19.9 15.8-24.2
Stigmasterol 6.0-13.0 4.5-13.0 9.0-9.3 3.4-12.0 4.5-9.6 2.9-8.9 14.9-19.1
Beta-sitosterol 50-70 42.0-70 56-58 57.7-61.9 40.2-50.6 40.1-66.9 47.0-60
Delta-5-avenasterol ND-6.9 1.5-6.9 4.8-5.3 6.2-7.8 0.8-4.8 0.2-8.9 1.5-3.7
Delta-7-stigmastenol 6.5-24.0 6.5-24.0 7.7-7.9 0.5-7.6 13.7-24.6 3.4-16.4 1.4-5.2
Delta-7-avenasterol 3.0-7.5 ND-9.0 4.3-4.4 1.2-5.6 2.2-6.3 ND-8.3 1.0-4.6
Altri ND-5.3 3.5-9.5 5.4-5.8 0.7-9.2 0.5-6.4 4.4-11.9 ND-1.8
Totale Steroli mg/kg 2400-5000 1700-5200 - - 4500-19000 2100-4600 2000-4100 1800-4500

Fonte: Codex standard for named oils ed altri-

A livello salutistico-nutrizionale si fa un gran parlare di steroli vegetali e fito steroli nell’ambito della controversa guerra al colesterolo. In molti casi si tratta di esteri, per lo più methyl,  la cui biodisponibilità è discutibile.
Le possibili interazioni con il sistema cutaneo sono ancor più controverse.

Qualche ricerca dimostrerebbe una interazione tra l’applicazione topica di fitosteroli e la funzione barriera, con miglioramenti nell’idratazione, nella rigenerazione dei tessuti e nelle risposte antiinfiammatorie. Non è facile trovare riscontri scientifici e più che altro ci si affida alla somiglianza chimica tra fito-steroli applicati ed il colesterolo endogeno con cui la nostra pelle ”costruisce” il mantello lipidico.

Di alcuni fitosteroli, in particolare gli avenasteroli, risultano evidenze nella capacità di modulare l’espressione della 5-α-reduttase. Questo interferirebbe con i meccanismi di generazione del sebo , pertanto sono considerati “seboregolanti” ed alcuni attivi cosmetici che li contengono sono offerti per trattare pelli grasse e seborroiche.

ALCOLI TRITERPENICI

Gli alcoli triterpenici presenti nella frazione insaponificabile di molti oli sono per lo più derivati dallo squalene. Di alcuni esistono evidenze per una azione anti-infiammatoria, citostatica, batteriostatica . In rari casi le ricerche dimostrano una loro attività anche nella applicazione topica ma per la loro configurazione sono considerati sostanze bioattive. Vari studi hanno individuato la capacità di inibire l’espressione della protease di alcuni alcoli triterpenici e nell’utilizzo topico alcuni produttori di materie prime indicano una capacità di incrementare lo spessore  dell’epidermide e l’espressione di collagene cutaneo oltre che una azione antiossidante degli esteri acetate, cinnammate e ferulate.

Negli oli alimentari i più presenti sono :

(mg/100ml) Cyclo-artarnol Cyclo-arterenol 24-Methylene Cyclo-arterenol
Olio di
Riso 106 482 494
Cartamo 1 34 7
Mais 4 8 11
Girasole 29 16
Cottone 10 17
Sesamo 4 62 107
Soya 168 8
Arachidi 1 11 16
Oliva 1 18 31
Palma 2 60 34
Cocco 2 55 22
Colza 1 54 14

Fonte: Handbook of Food Analysis – Nollet ed altri-

Con opportune tecniche di frazionamento possono essere realizzati insaponificabili di oli o burri ricchi di Lupeol, Butyrospermol, α-Amyrin, ß-Amyrin , Erythrodiol, Uvaol.

Gli oli o burri vegetali con la più alta disponibilità di alcoli triterpenici sono quelli di karitè, avocado, riso e oliva .  Di questi sul mercato delle materie prime cosmetiche sono offerte frazioni insaponificabili che possono contenere anche un 50% di alcoli triterpenici.

 TOCOLI

La presenza di tocoferoli e tocotrienoli negli oli vegetali può essere spiegata considerandoli un sistema di difesa contro i processi di ossidazione lipidica. A parità di pianta e genotipo il tasso di tocoferoli e tocotrienoli può cambiare sensibilmente in funzione dello stress ambientale a cui la pianta è stata sottoposta.

Sono ottimi antiossidanti che si ritiene possano agire come pro-ossidanti a concentrazioni superiori al 0,4%.

Arachide Cocco Cotone Vinacciolo Granoturco Colza (low erucico) Riso
Alpha-tocopherol 49-373 ND-17 136-674 16-38 23-573 100-386 49-583
Beta-tocopherol ND-41 ND-11 ND-29 ND-89 ND-356 ND-140 ND-47
Gamma-tocopherol 88-389 ND-14 138-746 ND-73 268-2468 189-753 ND-212
Delta-tocopherol ND-22 ND ND-21 ND-4 23-75 ND-22 ND-31
Alpha-tocotrienol ND ND-44 ND 18-107 ND-239 ND ND-627
Gamma-tocotrienol ND ND-1 ND 115-205 ND-450 ND 142-790
Delta-tocotrienol ND ND ND ND-3.2 ND-20 ND ND-59
Total (mg/kg) 170-1300 ND-50 380-1200 240-410 330-3720 430-2680 191-2349
Palma Stearina Palma Superoleina Palma Palma Oleina Palmistro Palmistro Oleina Palmistro Stearina
Alpha-tocopherol ND-100 130-240 4-193 30-280 ND-44 ND-11 ND-10
Beta-tocopherol ND-50 ND-40 ND-234 ND-250 ND-248 ND-6 ND-2
Gamma-tocopherol ND-50 ND-40 ND-526 ND-100 ND-257 ND-3 ND-1
Delta-tocopherol ND-50 ND-30 ND-123 ND-100 ND ND-4 ND
Alpha-tocotrienol 20-150 170-300 4-336 50-500 ND ND-70 ND-73
Gamma-tocotrienol 10-500 230-420 14-710 20-700 ND-60 1-10 ND-8
Delta-tocotrienol 5-150 60-120 ND-377 40-120 ND ND-2 ND-1
Total (mg/kg) 100-700 400-1400 150-1500 300-1800 ND-260 ND-90 ND-89
Girasole Girasole Oleina Girasole media oleina Sesamo Cartamo Cartamo Oleina Soya


Alpha-tocopherol 403-935 400-1090 488-668 ND-3.3 234-660 234-660 9-352
Beta-tocopherol ND-45 10-35 19-52 ND ND-17 ND-13 ND-36
Gamma-tocopherol ND-34 3-30 2.3-19.0 521-983 ND-12 ND-44 89-2307
Delta-tocopherol ND-7.0 ND-17 ND-1.6 4-21 ND ND-6 154-932
Alpha-tocotrienol ND ND ND ND ND ND ND-69
Gamma-tocotrienol ND ND ND ND-20 ND-12 ND-10 ND-103
Delta-tocotrienol ND ND ND ND ND ND ND
Total (mg/kg) 440-1520 450-1120 509-741 330-1010 240-670 250-700 600-3370

Fonte: Codex standard for named oils ed altri-

L’estrazione ed il frazionamento degli insaponificabili dagli oli crudi è un processo relativamente economico che può recuperare sostanze che normalmente vengono rimosse dagli oli nei processi di raffinazione.
In alcuni casi si possono utilizzare tecnologie green o classificabili come bio.

Le varie denominazioni INCI sono molto generiche ed il consumatore, ma  spesso anche il formulatore, non può dedurre cosa effettivamente contengono ingredienti cosmetici classificati come insaponificabili di un qualche olio.

A seconda dell’olio di origine, del  tipo di frazionamento e distillazione, gli insaponificabili offerti nel mercato delle materie prime cosmetiche possono essere molto diversi tra loro.

In molti casi più che la potenziale bioattività degli insaponificabili utilizzati nella cosmesi è rilevante e significativo come questi modifichino il profilo sensoriale di una emollienza basata su oli vegetali.

 

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 14 febbraio 2015

articoli correlati:

Oli vegetali nella cosmesi: emollienza

Oli vegetali nella cosmesi: funzionalità degli acidi grassi.

IL SEBO: amico o nemico ?

MYTH-BUSTER: Olio di Rosa Mosqueta

HAZARD/CONCERN: Olio di Baobab

MYTH-BUSTER: Olio di Rosa Mosqueta

MYTH-BUSTER : l’olio di Argan

Riferimenti:

The Chemistry of oils and Fats – Gunstone

Codex standard for named oils

CODEX STANDARD FOR OLIVE OIL, VIRGIN AND REFINED,AND FOR REFINED OLIVE-POMACE OIL

Unsaponifable Matter in Plants Oils – Fontanel

Handbook of Food Analysis – Nollet

 

Ingredienti Insaponificabili :

ARGANIA SPINOSA FRUIT UNSAPONIFIABLES

BRASSICA CAMPESTRIS OIL UNSAPONIFIABLES

BUTYROSPERMUM PARKII BUTTER UNSAPONIFIABLES

CANOLA OIL UNSAPONIFIABLES

CITRUS AURANTIFOLIA SEED OIL UNSAPONIFIABLES

CITRUS AURANTIUM DULCIS SEED OIL UNSAPONIFIABLES

CITRUS GRANDIS SEED OIL UNSAPONIFIABLES

GLYCINE SOJA OIL UNSAPONIFIABLES

HELIANTHUS ANNUUS SEED OIL UNSAPONIFIABLES

LUPINUS ALBUS OIL UNSAPONIFIABLES

MEDICAGO SATIVA OIL UNSAPONIFIABLES

OLEA EUROPAEA FRUIT UNSAPONIFIABLES

OLEA EUROPAEA OIL UNSAPONIFIABLES

PERSEA GRATISSIMA OIL UNSAPONIFIABLES WATER

PERSEA GRATISSIMA OIL UNSAPONIFIABLES

PRUNUS AMYGDALUS DULCIS OIL UNSAPONIFIABLES

PRUNUS ARMENIACA KERNEL OIL UNSAPONIFIABLES

SESAMUM INDICUM OIL UNSAPONIFIABLES

TRITICUM VULGARE GERM OIL UNSAPONIFIABLES

ZEA MAYS OIL UNSAPONIFIABLES

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

5 Commenti

  1. ciao Rodolfo, come mai il burro di cacao non compare in questo articolo? non ha nessuna proprietà significativa? è solo emolliente?

    • Per semplificare ho utilizzato le tabelle del codex dove il Theobroma cacao non compare. La sua frazione insaponificabile non è particolarmente interessante: incollo alcune analisi.
      Più interessante per la cosmesi il Theobroma Grandiflorum, con molti più steroli nella versione non raffinata o poco raffinata. Nel test dell’assorbimento dell’acqua , il test della lanolina, può superare la lanolina e per chi ama formulare green con formule molto tecniche ha delle belle potenzialità.

  2. “Sono ottimi antiossidanti che si ritiene possano agire come pro-ossidanti a concentrazioni superiori al 0,4%.”

    Ciao Rodolfo, ho letto spesso tuoi interventi sul forum di lola nei quali parlavi della potenziale attività pro-ossidante degli antiossidanti. Sarebbe bello approfondire quest’argomento a mio parere.

    Complimenti per l’articolo.

  3. Grazie mille per questo articolo, Rodolfo. Mi chiedevo… Quali sono i processi di estrazione degli insaponificabili dagli oli? E in generale, sono molecole che resistono ad un ambiente fortemente basico, come quello necessario alla saponificazione? Ogni tanto tra saponai dilettanti si parla della quota di insaponificabili che resta in un sapone artigianale… Ad esempio, la clorofilla e i carotenoidi conservano la loro componente cromofora in quanto nel sapone restano rispettivamente verde e giallo/arancio, al contrario dei tocoferoli che invece si degradano. Ebbene, c’è ragione di credere che gli insaponificabili, nel caso in cui resistano all’azione dell’idrossido di sodio, diano un effettivo contributo positivo ad un prodotto a risciacquo come il sapone? Mi scuso per le numerose domande, ma questo articolo mi ha proprio “solleticato dove avevo prurito”. :D Grazie in anticipo!

    • cosmetici per detersione , con risciacquo , non lasciano quasi nulla sulla pelle a meno che non siano formulati pensando ad una detersione restitutiva.
      Anche in questo caso è difficile dimostrare che si possa ottenere una “efficacia” comparabile con quella di un protocollo in 2 fasi che prevede una buona detersione seguita dall’applicazione del cosmetico “funzionale”.
      L’estrazione, purificazione , distillazione degli insaponificabili dipende dal processo di raffinazione dell’oli. Oli estratti con solvente possono avere concentrazioni di insaponificabili molto più alte che sempre con solventi possono essere purificate . Ma il processo che più sta prendendo piede è quello di distillazione molecolare, ammissibile anche in produzioni bio, dove si sfrutta la fase di deodorazione dell’olio. Scaldando sotto vuoto a temperature/tempi a cui non degradino si separano i componenti con più basso punto di ebollizione.

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Choose a Rating